Alex Dandi

mixed martial arts, music and more!


  • MMA italiane all’alba di un nuovo giorno

    Guardo l’ottima intervista di Roberto Riccardi di mmamania.it a Renato “Babalu” Sobral, una leggenda delle MMA, e rimango stupito dalla spontaneità con cui Babalu scommette senza incertezze su un roseo futuro per le MMA italiane entro 5 anni. “Dovrei portarmi Babalu a qualche riunione strategica di palinsesto di qualche tv italiana dove la pensano in modo decisamente diverso” penso a caldo sorridendo. Poi ci rifletto un po’ su e mi rendo conto di pensarla esattamente come “Babalu”. Cinque, al massimo dieci anni per essere prudenti, e le MMA saranno uno degli sport più popolari in questo paese. “Abbiamo il sangue caldo” ha detto Babalu, “è vero, siamo latini ma ogni tanto ce lo dimentichiamo” aggiungo io.

    Quello che ha visto Babalu, da spettatore al Milano in The Cage e come allenatore nei numerosi stage italiani di questi giorni, è una generazione di giovani fighter che hanno rabbia in corpo e passione da vendere. Proprio come in Brasile. Certo, storia e tradizione sono diverse – su questo non si discute – ma siamo ad una svolta, siamo nella fase di rinnovo generazionale delle mixed martial arts italiane e stiamo entrando nella fase più importante: questo è evidente. Questo è quello che ho visto, non con i miei occhi ma attraverso gli occhi dei guerrieri che ho intervistato a SLAM FC 5 a Firenze e MILANO IN THE CAGE 3 a Milano la scorsa settimana.

    Facciamo un passo indietro. I nostri connazionali pionieri di questo sport li conosciamo tutti e meritano grande rispetto: hanno dato tanto senza ricevere molto in cambio. Alcuni di loro ora sono osannati e credo che i primi a stupirsene siano i diretti interessati. Fino al 2008, nell’epoca pre Facebook, i vari Verginelli, Sakara, Binda, Serati, Minonzio, Musardo, Borgomeo, Santi e via dicendo erano roba da nicchia della nicchia: da blog di settore nel migliore dei casi o da vero e proprio passaparola. Per non parlare dei tanti nomi e volti anonimi che hanno solo assaggiato la durezza di questa disciplina senza nemmeno aver mai beneficiato di un minimo di popolarità. Quattro gatti o poco più. Io stesso, pur seguendo UFC dal ’94 ed avendo vissuto l’epopea del Pride con attenzione, ammetto di aver sempre guardato agli atleti italiani con una certa pigrizia: non per sfiducia ma perché li ho sempre visti come persone che avevano deciso di sfidare il mondo. Da soli. Soli con la loro rabbia e la loro voglia di rivalsa. Lodevole ma insufficiente per poter divulgare uno sport.

    I pionieri delle MMA italiane sono persone che hanno dovuto lottare anche solo per apprendere le tecniche di allenamento adeguate. Hanno dovuto mettersi in gioco e viaggiare. Ora molti di loro si sono messi a disposizione di atleti più giovani per insegnargli quanto hanno appresso nei loro pellegrinaggi marziali. Talvolta è stata la sola esperienza diretta a forgiarli, tanto nella vittoria quanto nella sconfitta. E per questo meritano grande rispetto. Ma ora stiamo entrando in una nuova fase.

    Concedetemi un piccolo momento amarcord personale. Nel ’94 vidi il mio primo evento UFC su una vhs comprata a peso d’oro. Si trattava di UFC 2. Immediatamente la voglia di entrare in una gabbia e combattere, nonostante le mie risibili conoscenze marziali, si fece sentire molto forte. Fortunatamente per me abbandonai subito l’idea. Non avevo niente in comune con quei personaggi enormi e dall’aspetto pericoloso. Io ero un normale 22 enne che era meglio a correre ed a mettere dischi piuttosto che combattere. Non avevo nulla ma proprio nulla dei Severn, dei Frye, degli Abbott, dei Shamrock. Ovviamente fu Royce Gracie ad affascinarmi. Come da programma. L’uomo normale, addirittura quasi gracile, rispetto a molti dei suoi avversari. Ma dove imparare? E da dove iniziare? Troppo difficile. La passione è rimasta latente e quando ho iniziato ad allenarmi è stato comunque troppo tardi per sviluppare qualunque velleità agonistica. Non credo comunque avrei combinato nulla di buono iniziando prima. Meglio che le cose siano andate così.

    Torniamo al presente. Ora invece un 22enne ha senza dubbio qualche possibilità in più. Gli allenatori, quelli bravi e seri, iniziano ad esserci in giro per il paese. Non sono tantissimi ma esistono un numero sufficiente di team capaci di formare dei discreti agonisti. In primis si tratta di agonisti veterani che insieme a nuovi coach, molto dedicati e coscienziosi, stanno studiando le MMA nel suo complesso al fine di formare atleti sempre più completi. E devo dire che il complesso di inferiorità verso l’estero per una volta sta dando i suoi frutti: nelle palestre si lavora sempre più duramente e sempre con maggiore serietà nel timore di essere i cugini poveri del mondo delle MMA. Spinti dalla paura di fare male stiamo facendo sempre meglio. C’è ancora tanto lavoro da fare per ampliare e migliorare le strutture, il livello tecnico di allenamento e sparring, ma perlomeno la strada giusta è stata intrapresa. Inoltre c’è da sottolineare che esiste una generazione di giovani atleti immigrati dai paesi dell’Est Europa e dal Nord Africa che si sono trasferiti in Italia con le famiglie nell’infanzia e nell’adolescenza che oggi stanno dando un serio ed importante contributo alla scena italiana. L’Italia multi etnica del futuro passa decisamente dalle Mixed Martial Arts e questo credo sia un aspetto anche umanamente fondamentale per uno sport che nel nostro paese potrebbe trovare la sua massima esplosione proprio nel momento di massima necessità di rinnovamento culturale, politico, generazionale e sociale. Pensiamo anche a questo aspetto: non è da trascurare.

    La settimana scorsa lavorando a SLAM FC 5 a MILANO IN THE CAGE 3 mi sono reso conto di quanto siano cresciute le MMA italiane anche solo rispetto ad un anno fa. Ed un anno fa erano cresciute tantissimo rispetto all’anno precedente: questo è stupefacente! Da vanesio quale sono mi piace pensare che tutto il movimento generato via web e con UFC su Sky abbia spinto, anche solo in minima parte, verso i corsi di MMA tanti giovani che altrimenti sarebbero confluiti in altri sport, magari da combattimento, ma comunque non nelle MMA. La realtà dei fatti è che comunque io, come tanti altri, ci siamo ritrovati tutti insieme, per caso o per magia, nello stesso identico momento con la voglia di dedicare tempo ed energie a questo meraviglioso sport. Poco importa se l’occasione di avere un evento UFC in Italia è ormai svanita e non se ne parlerà per minimo altri tre anni, poco importa se si ricevono critiche da tutte le parti e le tv ed i media si rivelano quanto mai miopi: noi esistiamo ed andiamo avanti, convinti che la storia ci darà ragione. Per prenderci le nostre rivincite ci sarà tempo.

    In queste settimane sto parlando con alcuni dei maggiori promoter italiani, con alcuni dei migliori atleti e con altri addetti ai lavori a vario titolo per fare un grande lavoro di squadra a livello nazionale perché…uniti si vince!
    Siamo all’alba di una nuova fase di cambiamento e sviluppo per il nostro sport: crediamoci tutti insieme. Grazie.

    577473_10151487542263025_1518405291_n

     


  • MMA SUPERSHOW (pre UFC 159)

    Alle porte di UFC 159 mi sembrava cosa buona e giusta tornare con un MMA SUPERSHOW di anteprima dell’evento.

    Oltre ad UFC 159 parlo delle ultime notizie UFC e vi invito agli eventi italiani SLAMFC 5 (info: www.slamfc.com) e MILANO IN THE CAGE 3 (info:www.borntofight.tv) a cui sarò presente in veste di commentatore/intervistatore.

    Vi ricordo che per ogni aggiornamento quotidiano e per restare in contatto potete fare riferimento al mio profilo Facebook.

    Sto lavorando per grosse novità…ma fino ad allora tenete sempre la guardia alta! ;)


  • MMA SUPERSHOW (pre UFC 158, post UFC London, UFC 157, UFC Japan)

    Fanatici di MMA non vi abbandono come fanno le televisioni! Ecco a voi il nuovo episodio di MMA SUPERSHOW con le anteprime di UFC 158 ed i report di UFC 157, UFC London ed UFC Japan. Altro non vi dico…gustatevelo!

    Guardia alta guys! :)


  • Le mie produzioni da ascoltare su Spotify

    2063352Negli ultimi 10 anni ho prodotto e pubblicato su vinile e CD molta più musica di quanto avessi mai immaginato, anche perché sono stato dj per scelta ma producer per caso. Riguardo la produzione musicale ho però una mia teoria sulla discriminante qualitativa: se una produzione musicale vale davvero qualcosa prima o poi viene stampata su un supporto fisico. Per questo vado particolarmente fiero del fatto che oltre il 99% delle mie produzioni siano state stampate su supporto fisico tanto che, fino a tempi recenti, ho perso completamente interesse nel produrre nuova musica destinata esclusivamente al supporto mp3. Da ascoltatore però, a causa della mia smodata pigrizia, mi ritrovo sempre più spesso ad ascoltare musica online ed è così che ho ritrovato alcune mie produzioni disponibili all’ascolto gratuito su Spotify (di cui sto diventando grande fan!).

    Su Spotify pur non essendo presente la mia intera discografia sono presenti alcuni dei miei favoriti personali. A partire dai due album con Chelonis R. Jones. E’ possibile quindi ascoltare tutto l’album “The Forgotten Floor” (2008) ed il nuovo album “The Prison Buffet” (2012). Ci sono inoltre delle vere chicche e rarità come Pinktronix, tra cui le tracce “Tech Funk” e “The City”, registrate una decina di anni fa ma ancora oggi orgogliosamente avanguardiste ed il potente re-edit/remix di “Hear The Rumbe” (2006) per i seminali The Stupid Set.

    Ecco quindi che vi propongo una bella playlist di mie produzioni…Buon ascolto!


  • Italiani Brava Gente (100 brani che identificano il nostro paese)

    Italiani Brava Gente. L’Italia va a votare e si scopre l’ovvio: un paese più fragile e frantumato che mai. Per sfuggire al tedio da exit poll, proiezioni e polemiche assortite ho assemblato una playlist di oltre 6 ore di musica totalmente italiana composta da 100 brani tra ieri, oggi e domani in uno slalom gigante tra quello che siamo, così ben rappresentato dalla nostra musica. Il meglio e il peggio senza soluzione di continuità. Godetevela mentre aspettate i risultati finali di queste sgangherate elezioni…

    Per ascoltare la playlist dovete scaricarvi Spotify (totalmente gratuito). Per approfondimenti è consigliata la lettura del libro “Italiani Brava Gente” di Christian Zingales.

    BlowUp


  • MMA SUPERSHOW (post UFC 156, pre UFC LONDON 2013, UFC 157)

    Quando meno te lo aspetti MMA SUPERSHOW rinasce come una fenice dalle ceneri. Nell’episodio speciale report video di UFC 156 e le anteprime video di UFC LONDON 2013 e UFC 157. Oltre a tante altre notizie. A voi il piacere di scoprire il contenuto di questi 27 minuti di programma, totalmente ideati ed autoprodotti dal sottoscritto e diffusi solo su piattaforma youtube. Purtroppo i video che includono immagini UFC sono visibili solo in Italia per questione di diritti.

    Grazie a tutti per il supporto. Ci sarà da divertirsi perché tengo sempre la guardia alta e…qualche volta infilo un gancio ;)


  • Tra UFC e Sky Italia cala il sipario: addio o arrivederci?

    UFC 155 non sarà trasmesso da Sky Italia.

    Si conclude quindi a tutti gli effetti il ciclo di programmazione UFC su Sky Sport e Sky Primafila durato 2 anni e mezzo.

    Personalmente ho commentato e curato 54 eventi in diretta per un totale di oltre 150 ore di diretta, 36 episodi da un’ora di UFC Show e 35 episodi della serie Countdown. Sky ha inoltre trasmesso la stagione 13 del TUF totalmente doppiata in italiano ed ha dedicato uno speciale Alessio Sakara ed una esclusiva intervista con Lorenzo Fertitta che ho avuto l’onore di curare.

    Informo inoltre, chi non ne fosse a conoscenza, che attualmente gli eventi UFC sono visibili legalmente dall’Italia, in lingua originale, sulla piattaformaUFC.TV.

    Con le informazioni in mio possesso ad oggi non è possibile stabilire con certezza matematica che ne sarà del futuro di UFC sulle Tv italiane: vi sarà un ritorno su Sky, vi sarà un approdo su altre piattaforme televisive  o proseguirà la sua programmazione solo su UFC.TV?

    Quello che invece posso dire con certezza è che il mio impegno per la diffusione delle MMA proseguirà in varie forme, principalmente sul web con MMA SUPERSHOW, in attesa di ulteriori sviluppi televisivi. Grazie a tutti, è stato un bel viaggio, sto preparando l’itinerario per la prossima avventura.

    Sempre e comunque…Guardia Alta! ;)


  • MMA SUPERSHOW (pre UFC ON FOX 5 ed intervista con Alessio Sakara, sabato 8 dicembre)

    Nuovo appuntamento con MMA SUPERSHOW, questa volta con una puntata speciale dedicata ad UFC on Fox 5, evento che non verrà trasmesso da Sky o da altre tv italiane ma che offre una card importante. Nel main event Benson Henderson (17-2), difenderà il titolo pesi leggeri (-70kg, 155 lb) contro il primo contendente Nate Diaz (16-7). Nel co-main event l’ex campione pesi massimi leggeri Mauricio “Shogun” Rua (22-6) ed il 25enne svedese Alexander Gustafsson (14-1) si giocheranno il ruolo di primi contendenti al titolo al limite dei 93 kg (205 lb). Inoltre “The Prodigy” BJ Penn (16-8-2), due volte campione del mondo, tornerà nell’Ottagono per affrontare il 23enne canadese Rory MacDonald (13-1) nella categoria pesi welter (-77kg, 170lb). Infine Mike Swick (15-4), partecipante della prima storica stagione del The Ultimate Fighter, affronterà il tenace Matt Brown (15-11).
    Oltre all’anteprima e all’analisi tecnica di UFC on Fox 5 nello speciale è contenuto anche un estratto dell’esclusiva intervista con Alessio Sakara, registrata in diretta durante il mio nuovo web radio show No Rules (ogni lunedì dalle 21,30 alle 23,30 all’indirizzo http://www.spreaker.com/show/no_rules_con_alex_dandi


  • MMA SUPERSHOW (29/11/2012, post UFC 154, la controversia tra Sakara vs Cotè, tonnellate di news!)

    Ormai sono indeciso tra fare dei videoblog o delle vere e proprie puntate di MMA Supershow! Nell’incertezza questa volta ho messo insieme circa 24 minuti densi di considerazioni post UFC 154, con riflessioni sul futuro di Georges St-Pierre e Johny Hendricks ed un ulteriore approfondimento della controversia che ha visto coinvolto il nostro Alessio Sakara nel match contro Patrick Cotè.
    Inoltre tonnellate di news dall’universo UFC con particolare attenzione alle anteprime sui match più attesi dei prossimi mesi. E non mancano ovviamente esclusive immagini dei vostri atleti UFC preferiti e tanta azione! Buon weekend e buona visione.

    http://www.alexdandi.com/wp-content/uploads/2012/11/SAKARA_POST-UFC154_ALEXDANDI_COM.jpg


  • Alessio Sakara vs Patrick Cotè: analisi di un verdetto sbagliato

    Più riguardo le immagini del match di Alessio Sakara ad UFC 154 e più mi convinco che non solo la squalifica è ingiusta ma anche un no contest sarebbe ingiusto perché Alessio aveva vinto. Punto. 

    Vi spiegherò il perché, ma prima una breve premessa.

    Le regole unificate delle MMA, adottate da UFC e da buona parte delle organizzazioni mondiali, che ho più volte spiegato anche nelle passate dirette Sky, a proposito dei colpi sul retro della testa dicono chiaramente che se il pugno colpisce anche solo in parte l’orecchio il colpo è perfettamente legale. Quindi, a norma di regolamento, solo tre dei nove hammer fist (pugni a martello) scagliati da Alessio Sakara nel match contro Patrick Cotè sono da considerarsi illegali. Tra l’atro la tesi dei tre soli colpi illegali è stata supportata dallo stesso Dan Miragliotta, arbitro del match, nel corso di un’intervista con il sito MMAJunkie. E tutti e tre i colpi sono giunti quando Cotè era già vistosamente incapace di difendersi intelligentemente (come richiede il regolamento) e quindi in condizione di KO tecnico (TKO appunto).

    Ora andiamo a ricapitolare quanto accaduto per capire meglio quali sono questi tre colpi illegali (addirittura due stando a norma di regolamento) e, particolare molto importante, in quale momento sono accaduti.

    Partiamo da un po’ più indietro rispetto al momento incriminato per capire meglio la dinamica dell’incontro e di come è maturata la controversa situazione. Quando il cronometro ufficiale segna 4:10 alla fine del match un montante destro di Cotè mette in apparente difficoltà Sakara. Segue una breve sequenza di colpi di Cotè che non vanno tutti a segno tanto che a 4:06 Sakara riguadagna la distanza rimanendo composto. Cotè prova a pressarlo ma Sakara risponde a 4:05 dimostrando di essere nel match. Segue poi uno scambio dove entrambi mettono a segno alcuni colpi e Sakara lavora con pulitissimi ganci al corpo. Comunque a 3:57 viene colpito da un nuovo montante di Cotè che sarà però l’ULTIMO colpo che Cotè mette a segno.

    A questo punto possiamo notare che il momento di Cotè è durato un totale di quattro secondi netti, tredici secondi se contiamo anche le fasi in cui Sakara comunque rispondeva con colpi a segno. Comunque Sakara a 3:57 è già in clinch (che evidentemente stava cercando ripetutamente anche nei secondi precedenti) e ribalta la situazione mettendo il canadese spalle contro la gabbia colpendolo subito con una ginocchiata al corpo a 3:55.

    A 3:52 arrivano 2 gomitate che stordiscono in modo evidente Cotè che barcolla. Da lì in poi è dominio totale di Alessio che mescola i colpi (ginocchio, gomito e ganci) e controlla Cotè che prova inutilmente a legare.

    A 3:43 le nuove gomitate fanno crollare Cotè al tappeto. Cotè prova a mantenersi reattivo e va a cercare la gamba di Sakara per un single leg takedown. E’ chiaramente lento e scomposto nell’esecuzione: l’arbitro potrebbe stoppare per KO tecnico ma lascia proseguire.

    Alessio gli preme in basso la testa con entrambe le mani e crea un minimo di spazio per preparare gli hammer fist laterali ed è evidente, osservandone la postura, che fa tutto ciò che può per evitare i colpi illegali. Cotè crolla nuovamente con i primi pugni a martello che Alessio sferra evidentemente con una angolatura che va a cercare il lato della testa di Cotè.
    A 3:38 il primo hammer fist perfettamente legale, a 3:37 il secondo hammerfist colpisce la schiena siccome Cotè si sposta; un istante dopo, sempre a 3:37 il terzo pugno a martello colpisce la zona dell’orecchio e qui Cotè crolla nuovamente in modo netto tanto che il successivo (quarto) colpo di Sakara lo colpisce di striscio mentre sta cadendo e sfiora la nuca proprio perché Cotè sta cadendo verso il basso (particolare non da poco). Ce ne sarebbe abbastanza per decretare nuovamente il TKO, anche considerando che 6 secondi prima Cotè era già crollato a terra: quante volte abbiamo visto in UFC ed altrove degli stop per molto meno? Dove è finita la salvaguardia degli atleti? Non si è detto tante volte che le MMA sono meno pericolose di altri sport da ring perché non c’è il famigerato conto di 8 ma c’è lo stop definitivo in caso di evidente KO tecnico? Con questa logica Fedor non ha mai perso con Hendo, tanto per fare un esempio. Comunque si prosegue ed è questione di istanti.

    Siamo a 3:36 e si sente il primo ed unico richiamo dell’arbitro Dan Miragliotta (sebbene abbia affermato di averne fatti due): chiede di fare attenzione al retro della testa. Sakara con il successivo (quinto) pugno colpisce la nuca in modo piuttosto netto. E’ il primo colpo che si possa ritenere davvero illegale, sebbene  evidentemente accidentale perché Sakara continua a sferrare i colpi in modo laterale e non verticale. Siamo a 3:36 ed Alessio ha sferrato cinque hammerfist in due secondi. Il sesto è nuovamente sul retro della testa, illegale anche questo. Qui in teoria ci dovrebbe essere uno stop per valutare No Contest o Squalifica da parte di Miragliotta ma non succede nulla.

    Il settimo prende parte dell’orecchio ed quindi legale. L’ottavo è simile al settimo e prende anch’esso parte dell’orecchio ed è quindi altrettanto legale. Cotè sta nuovamente crollando e viene raggiunto dal nono ed ultimo colpo mentre Miragliotta sta già intervenendo ed è quindi illegale ma totalmente involontario a causa dello spostamento.

    A mio avviso quindi l’arbitro avrebbe dovuto decretare la vittoria per KO tecnico a favore di Sakara in almeno due occasioni prima che venisse sferrato il primo hammer fist illegale (il quinto). Ed in ogni caso ci sarebbe dovuto essere uno stop con detrazione di un punto a Sakara ed eventuale NO Contest o Squalifica dopo il sesto hammerfist.

    Alla fine i colpi illegali risultano essere così tre (due se escludiamo l’ultimo scagliato quando Miragliotta stava già intervendo) su nove in una azione molto concitata. Quindi c’è stato un triplo errore dell’arbitro Miragliotta: non ha stoppato il match quando avrebbe dovuto mettendo a repentaglio la salute di Cotè, non ha segnalato tempestivamente l’azione illegale a Sakara ed ha fermato il match senza rendere subito noto che stava squalificando Sakara perché, come ha ammesso nell’intervista ad MMA Junkie, è stata la commissione  dei giudici di Montreal, Quebec (città natale di Cotè) a prendere la decisione della squalifica invece che del no contest o della vittoria per TKO dopo lo stop. Infatti è chiaro che Miragliotta è intervenuto quando Cotè era sdraiato a terra ed a tutti (telecronisti compresi) è parso che intervenisse con modalità di assegnazione del TKO a favore di Sakara. Tutto questo mentre il pubblico fischiava a più non posso il nostro Legionario nella speranza di influenzare in verdetto. E così è stato.

    Ora si parla di un ricorso da parte di Lex McMahon, manager americano di Sakara, per chiedere il No Contest, considerando le modalità piuttosto confuse con cui è maturato il verdetto. Si vocifera inoltre di un probabile rematch previsto per febbraio in un ipotetico evento londinese o più in generale inglese. Ma ora Alessio Sakara avrà le giuste motivazioni per affrontare nuovamente un avversario che sa in cuor suo di avere già battuto?



  • dinamic_sidebar 4 none