Intervista a Wookie: oltre le barriere del nuovo soul

Dal magico calderone in ebollizione della nuova scena 2 step/ uk garage iniziano ad emergere i primi talenti musicali che oltre a pubblicare ottimi album d’esordio tentano di portare la loro musica aldilà dei limiti codificati del genere stesso. Jason Chue, meglio noto come Wookie, è attualmente il capofila di questa nuova generazione di musicisti inglesi che tentano di fare da ponte tra le esperienze passate della musica black e le nuove tendenze delle piste da ballo, strizzando un occhio al mercato del pop ma senza mai perdere di vista le motivazioni originarie legate all’underground e alla sperimentazione.
Tutte le riviste d’oltremanica specializzate in musica dance ed elettronica gli stanno dedicando ampi spazi e la prestigiosa rivista Muzik gli ha conferito il riconoscimento di “Miglior Nuovo Artista per l’anno 2000”. La sua musica ci ha talmente incuriosito da farci sorgere un intrigante interrogativo: “ Che Wookie sia il vero rinnovatore del nuovo soul?”. Per avere delle risposte e conoscerlo meglio lo abbiamo raggiunto telefonicamente agli studi Soul 2 Soul dove lavora da oltre sei anni come tecnico del suono e programmatore. Wookie si è dimostrato cordiale e disponibile ma anche molto determinato come potrete facilmente dedurre dalla breve intervista che segue.

-Che tipo ti background musicale hai? Che tipo di dischi ascoltavi da ragazzino?
“Quando ero più giovane ascoltavo soprattutto reggae fino all’89/90. Dopo ho scoperto l’ r’n’b, lo swing e la musica dance attraverso l’house.”
Ma è la musica reggae che mi ha formato maggiormente con una vasta gamma di artisti a partire da Gregory Isaacs fino a Black Uhuru passando per Burning Spear.”
-Se non sbaglio non hai avuto alcun tipo di formazione tecnico-musicale specifica, giusto?
“Esattamente: nessuna. Ho solo iniziato a fare musica da autodidatta nel 1990 quando ho comprato una tastiera e ho iniziato a suonare e sperimentare da solo.”
-Come sei entrato in contatto con la crew Soul 2 Soul e con Jazzie B.?
“Ho incontrato Jazzie dal barbiere!”
-Dal barbiere…è folle! (rido)
“(ride) Sì, un mio amico hair stylist mi aveva detto che Jazzie B era suo cliente abituale, così un giorno l’ho incontrato “quasi casualmente” in negozio e gli ho fatto sentire il mio demo, da lì è nato tutto e ho incominciato a lavorare con loro.”
-Come descriveresti la tua musica in due o tre parole…
“Dunque in due o tre parole ( ci pensa un po’)…mmm…la mia musica è…”nu soul”, nuovo soul.”
-E cosa intendi per nu soul…
“Nu soul perché incorpora tutti gli ingredienti del r’n’b, del reggae e dell’hip hop sotto un’ottica diversa e cerca di reinventare il soul.”
-Qui in Italia il 2 step/ uk garage non è così popolare come in Inghilterra, pensi che nel futuro la “uk garage” sarà “mainstream” in Italia e nel mondo?
“Sì, bisogna solo dargli il tempo per crescere. E’ancora una cosa nuova anche qui da noi e c’è voluto un po’ per affermarsi e credo succederà la stessa cosa anche negli altri paesi. Voglio credere che possa diventare il nuovo mainstream della musica black.”
-Così pensi che sarà la musica pop del futuro…
“Sì, certamente, si trasformerà in musica pop. E ‘andata allo stesso modo per altri generi negli ultimi quindici anni e come sai il 2 step /uk garage è nato come una cosa nuova qualche anno fa, quattro o cinque anni fa per la precisione e adesso è qui per rimanere.”
-A proposito delle connessioni con il mondo del pop: si vocifera che tu abbia rifiutato remix per cantanti pop molto famosi come Sting e Tom Jones, mentre invece hai remixato Whitney Houston…
“Mi stai chiedendo il perché del mio rifiuto?”
-Sì…
“Perché questi artisti non mi rappresentano, non posso identificarmi con questi artisti e non rappresentano la mia musica in nessuna forma o prospettiva; avrei fatto questi remix solo per soldi e non avrebbero significato nulla, avrei potuto farli ma non li ho fatti.”
-Solo per l’arte non per soldi quindi…
“Certo, l’integrità artistica prima di tutto.”
-Puoi dirmi qualcosa circa il processo creativo della tua musica: come crei i tuoi pezzi? Come sono nate tracce come “The Battle” o “Backup Backup Backup”?
“Prima di tutto nasce la musica, ci lavoro tutti i giorni  per trovare le giuste vibrazioni, i groove giusti e quindi mi metto al lavoro sulla struttura. Dopodiché decido se la traccia sarà strumentale o vocale. A quel punto penso se aggiungere altre sfumature per la traccia strumentale oppure di lavorare sul cantato; mi fermo un attimo e insieme al mio vocalist pensiamo se cambiare la metrica o trovare nuove soluzioni melodiche per adattarla al cantato o meno.”
-Parlando del cantato dimmi del tuo vocalist:Lain. Come l’hai conosciuto e come è iniziata la vostra collaborazione?
“Ho incontrato Lain  agli studi dei Soul II Soul circa 4 anni fa e da allora abbiamo sempre lavorato insieme.”
-Perché hai usato sempre solo Lain nel tuo disco d’esordio e non altri vocalist?
“Perché lui è il miglior cantante che io abbia mai trovato!” (Ride)
-Cosa pensi di un altro vocalist come Craig David?
“Craig David è un ingrediente molto importante per la diffusione della musica garage anche se si muove in un ambito diverso dal mio.”
-In poche parole mi daresti la tua opinione riguardo altri artisti emersi dalla scena uk garage come Artful Dodgers, True Steppers, MJ Cole…
“Come ti ho già detto per Craig David sono artisti che sono funzionali alla diffusione di questa musica: sono importanti. Esprimono diverse facce della stessa situazione e li rispetto tutti come loro rispettano me, c’è stima reciproca.”
-Dove trovi l’ispirazione e le influenze per la tua musica quando ti chiudi in studio per produrre un nuovo brano?
“Dipende molto da come mi sento al momento, dal feeling del momento. Faccio la mia musica in modo libero e non penso di essere influenzato da altre persone. Posso essere ispirato da una melodia che è nell’aria, questo sì. Mi spiego meglio: se sei seduto in una stanza e qualcun’altro suona della musica nella stanza accanto allora forse puoi cogliere qualcosa che è nell’aria ma non riproduci la stessa cosa, se capisci cosa intendo.”
-Che differenza c’è tra il progetto Wookie e il progetto parallelo X-Men?
“Wookie è la produzione che mi rappresenta di più, non è esattamente rivolta alle discoteche è ma
è un progetto più ambizioso che coinvolge uno stile sofisticato di musica mentre Exemen è musica più dura e ritmica e semplice rivolta ai club…”
-Ma non era X-Men, come nei fumetti della Marvel?
“All’inizio sì, ho fatto tre dischi  come X-Men: i remix per Whitney Houston, Brandy e un’altra traccia chiamata “Yesterday”, dopo di che il progetto è saltato e sono diventato Wookie anche se farò tracce rivolte solo ai club con lo pseudonimo di Exemen.”
-Come mai hai incluso una quasi cover di un pezzo dei Soul 2 Soul nel tuo album d’esordio e perché gli hai dato un groove latino-messicano?
“Perché “What’s Going On” è la mia traccia preferita dei Soul 2 Soul  e perché avevo la possibilità di lavorare sulla versione acapella. Per quanto riguarda l’influenza latina è parte integrante di tutta la mia musica, mi piace quel tipo di vibrazione, di atmosfera.”
-Infatti in “Backup Backup Backup” c’è una chitarra alla Carlos Santana…
“ Quello dipende molto anche dal fatto che la persona che ha suonato la chitarra in quel pezzo è influenzato dalla sua musica…”
-Non mi risulta che tu faccia il DJ…
“Infatti! Non ho neanche un giradischi in casa! Suona strano vero?”
-Molto strano per il tipo di musica che produci: come pensi di promuovere il tuo disco? Farai un tour con una band?
“Esattamente, con una live band con una formazione interessante con due tastiere, due coristi, Lain e una chitarra e io alle macchine. Dovrebbe essere uno show diverso dal solito, lo stiamo progettando per il prossimo anno.”

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