Intervista ai Bran Van 3000: un film (a episodio) in musica

Glee, il primo album dei Bran Van 3000 aveva raggiunto il difficile obbiettivo di mettere d’accordo pubblico e critica riscuotendo un buon successo commerciale e raccogliendo ovunque recensioni entusiastiche. Il singolo “Drinking in L.A.” si presentava come una versione addolcita dei Beastie Boys con tanto di ritornello cantato in stile indie pop. Dietro al progetto Bran Van 3000 si nascondevano una ventina di musicisti e cantanti “diretti” da un giovane talento “tuttofare” proveniente da Montreal in Canada ma dalle chiare origini italiane di nome James Di Salvio. Ora a distanza di quattro anni il collettivo di Montreal ritorna alla grande con Di Salvio e le cantati Sara Johnston e Jayne Hill nel ruolo di leader naturali, con qualche abbandono temporaneo e con una caterva di collaborazioni importanti sul nuovo album “Discosis”, stampato sulla prestigiosa Grand Royal, label personale dei “ragazzi bestiali” sopra citati. Ecco un breve resoconto dell’interessante chiacchierata che ho avuto con Di Salvio in occasione della sua venuta in Italia per la presentazione alla stampa del nuovo album.
-Per partire eccoti la fatidica domanda da un milione di dollari: qual’è il vero significato del titolo del nuovo album “Discosis”?
“Un nome che mi è saltato in testa, qualcosa che sta a metà tra pensare e ballare, perché come saprai quando stai ballando si spera che tu non sia troppo preso a pensare. Questo pensiero è come una lezione…anzi non una lezione ma un monito per me stesso. Il termine “Discosis” ha a che fare con il groove e le parole e il modo in cui sono bilanciati nei pezzi.”
-Ho sentito molto parlare di tue affermazioni su una tua personale visione cinematografica della musica, in sostanza tu sei il regista dei Bran Van 3000…
“Io tratto la musica come un film, tratto cantanti e musicisti differenti come attori e attrici. Io parlo di musica in termini di scene e di colori. Io canto di città…sai se la vita è un film perché non trattare anche la musica come un film: questo è più o meno quello che volevo dire…prendo dei frammenti di vita più significativi e li traspongo in musica.”
-Visto che nei BV3 ci sono molte influenze diverse quali sono i tuoi eroi personali del passato? Immagino che tu prenda ispirazione anche fuori dal mondo della musica, come ad esempio nel cinema o nella vita di tutti i giorni…
“Sì ho le mie ispirazioni musicali preferite, ci sono molti artisti del passato che mi piacciono. Nel cinema mi piace John Cassavetes (regista,ndr.), una delle mie più grandi influenze per il modo in cui faceva i suoi film: mi ha fatto capire che invece di fare una scena o qualsiasi cosa potresti voler fare un antipasto con il vino con la tua famiglia…mi ha influenzato nel suo approccio al lavoro.”
-Se non sbaglio avevi diretto personalmente il video di “Drinking in L.A.”,  per “Astounded” ti sei invece rivolto a qualcun altro: come mai?
“Ero stanco, stavo facendo un piccolo tour promozionale e avevo troppe cose da fare, stava uscendo il singolo a Londra e in Nord America e i tempi erano troppo stretti e il video era necessario fosse pronto subito.”
-Ma nel futuro pensi di dirigere nuovamente tu i videoclip del tuo gruppo?
“Certamente, almeno alcuni anche se non tutti.”
-Hai già un progetto per nuovo video…
“Sì sono eccitato all’idea di fare il prossimo. Sto lavorando sulla finalizzazione, è quasi pronto.”
-Rispetto al primo album “Glee” in cui i Bran Van 3000 erano conosciuti come un collettivo con te come leader mi pare che i componenti di BV3 si siano parzialmente ridotti con questo secondo album…
“(perplesso) In realtà non si è veramente ridotto: ci sono gli stessi musicisti e gli stessi cantanti…le stesse Sara & Jayne…”
-Ma nella scrittura dei pezzi ci sono le stesse persone?
“Il più delle volte  sì, siamo più o meno sempre gli stessi…”
-Mi spiego meglio, per esempio, cosa mi dici di altri componenti del gruppo più o meno stabili, per esempio del tuo amico “Electronic Pierre” Bergen?
““EP” ha un nuovo progetto collaterale che sta per uscire mentre “Liquid” (Steve Hawley, ndr.) ha fatto un disco solista ma ognuno di noi lavora ai dischi dell’altro. Io ho lavorato sui loro dischi e Stéphane (Moraille, ndr.) ha fatto un disco r’n’b.”
-Siccome BV3 è un progetto da studio,come pensi di portarlo live sopratutto considerando che ci sono molti ospiti…
“Mettendo più enfasi sul ballo, facendo ballare più gente possibile. Metteremo più enfasi sul groove sperando di non avere troppo bisogno delle liriche.  Per quanto riguarda gli ospiti metà delle parti vocali degli ospiti sono in lingue diverse, ma non importa. Io credo che se una persona viene a sentire i BV3 per sentirli come su disco rimarrà deluso.”
-Nel primo album “Glee”, il primo singolo era una specie di crossover tra hip hop e pop mentre “Astounded” il vostro primo singolo per “Discosis” presenta molte influenze dalla disco 70 con Curtis Mayfield alla voce ma un tempo inusuale…
“Cosa intendi per tempo inusuale?”
-Inusuale perchè suona a 140 bpm (battiti di cassa per minuto, ndr.) e non a 120 come nelle altre canzoni disco: c’è qualche ragione particolare?
“Sì lo so…infatti c’è stata una grande discussione al tempo se farla a 120 o 140…non so è venuta fuori più veloce per provare qualcosa di nuovo. Ascoltando il pezzo, quando la cassa entra non si ha una reazione normale, il corpo non è abituato a quella velocità. E’ una cosa da Bran Van fottersene di questo tipo di cose: bisogna fare piccole cose come questa per differenziarsi…è fico che tu l’abbia notato!”
-Grazie. Potresti parlarmi brevemente delle collaborazioni dell’album in particolare per Youssou N’ Dour: come e perchè l’hai scelto?
“Non è che l’abbia proprio scelto. E’ come se ci fossimo scelti a vicenda per la natura stessa del progetto Bran Van 3000 che è quella di improvvisare con chiunque. Con N’Dour, con Momus, con Eek-A-Mouse. E’ nato tutto da un giro di telefonate: ad esempio Big Daddy Kane mi ha chiamato dicendomi: “So che stai facendo questo progetto con un po’ do persone…” e così è nato uno scambio reciproco. E’ come per “Glee”, ci siamo noi con delle altre persone che danno il loro contributo.”
-Sentendo il tuo disco ho capito che sei un fan dell’hip hop old school: come si capisce anche dalla collaborazione con Big Daddy Kane…
“La vera risposta sta nel modo in cui viene fatto l’hip hop. Fai il pezzo, la base e lo dai a gente diversa, questo è il modo in cui lavorano i produttori hip hop. Se tu vuoi capire cosa sta dietro il progetto BV3 questa è la chiave di lettura, non è differente da come lavora Missy (Elliot, ndr.) o qualunque altro produttore hip hop, qualche volta prende il microfono e qualche volta chiama qualche altro mc. Così facciamo noi chiamiamo  altri mc o persone che sono state pionieri in qualche campo come Curtis Mayfield o Eek-A-Mouse: questo è il vero hip hop.”

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