Intervista con Bomb The Bass: Il ritorno di Mr. Tim Simenon

Bomb The Bass é nome leggendario. Dietro allo pseudonimo con cui ha debuttato nel lontano 1987, si nasconde il produttore inglese Tim Simenon, figura di spicco nel panorama pop e dance dalla fine degli anni ´80 e per buona parte dei ´90. Dai successi solisti con brani come seminali come “Beat Dis”, “Megablast”, “Say A Little Prayer” e “Bug Powder Dust” alle produzioni e remix per artisti come Depeche Mode, Bjork, Neneh Cherry, Seal, Massive Attack, David Bowie e tanti altri. Un lungo periodo di pausa, interrotto solo da qualche vinile in edizioni rarissime ed un buon exploit con il singolo “ClearCut” in compagnia dei Lali Puna e quindi il ritorno con “Future Chaos”, album uscito per !K7.
Tim é stato sempre personaggio enigmatico, sfuggente e di poche parole. Incontrandolo si capisce che é l’antitesi della star. L’abbiamo incontrato dopo un live set durante la piovosa notte di Halloween di quest’anno in un capannone industriale agli East End Studios di Via Mecenate in quel di Milano. Un live giocato sull’uso del laptop, di glaciali visuals minimali e sulla voce del timido cantante Paul Conboy. A causa di un’acustica davvero pessima e del volume assordante le bordate di bassi dub del nostro devono aver fatto sanguinare più di un paio di orecchie in sala. Ecco quindi che non posso esimermi dall’iniziare la nostra intervista a caldo con quanto appena accaduto…
Tim, che é successo sul palco?
“Tutto quello che si poteva sentire era confusione. Sembrava una performance industriale. Sono davvero deluso dalla qualità del suono. Anche la voce di Paul non ha potuto esprimersi al meglio. Fortunatamente tornerò presto in Italia, forse a Roma e potremmo rifarci.”
Nel live avete fatto praticamente tutto Future Chaos oltre ai classici Beat Dis, Megabast, Bug Powder Dust: cambierà qualcosa in futuro?
“Il live é sempre work in progress. Live dopo live cambiamo qualcosa ma il feeling dub resta lo stesso con Paul che canta dal vivo e le strutture costruite al momento. Sono eccitato di essere in tour. Il primo live show di BTB é di vent’anni fa. Finalmente il tour é possibile così come lo avevo concepito 20 anni fa grazie alle tecnologia attuali.”
Come sei finito con questo nuovo disco su !K7?
“Perché la !K7 hanno capito subito il disco. Non ho parlato con molta gente per fare uscire questo disco. Mi sono fidato di persone che conosco, di cui conosco il percorso, con cui ho un buon rapporto.”
Nell’88 hai avuto una copertina sull’NME che ha fatto la storia. Cosa ricordi di quel periodo?
“La spilletta con lo smile che riprendeva la copertina di Beat Dis l’avevo presa dal fumetto Watchmen di cui ero fan. Poi é diventata una moda. Ricordo l’amore per la musica che mi ha spinto a fare quello che mi piaceva. Ricordo con piacere la produzione di Buffalo Stance, il primo singolo di Neneh Cherry. Ovviamente é stato un bel periodo.”
Perché sei stato via per tanti anni dalla scena musicale?
“Perché ogni tanto si sente la necessità di riposarsi, di staccare. Non avevo previsto di prendermi una pausa così lunga però. Dopo “Clear” ho iniziato a produrre “Ultra” dei Depeche Mode che mi ha portato via un anno e mezzo e altre produzioni. In totale le produzioni mi hanno assorbito per tre anni. Alla fine dell’97 ho iniziato a produrre un nuovo album come Bomb The Bass. Da allora ho alternato periodo di produttività a periodi in cui mi sono solo riposato e siccome non ero mai contento di quello che veniva fuori non ho prodotto nulla. Ad un certo punto ho smesso di pensare di fare un nuovo album. Tutto questo fino ad un anno e mezzo fa quando il nuovo disco ha iniziato a prendere forma.”
Perché hai tenuto la produzione di “Future Chaos” così minimale usando di base un Minimoog, una drum machine e le voci?
“Perché le versioni precedenti dell’album suonavano sovraprodotte. Avevo creato troppe sovrastrutture che facevano perdere la magia della semplicità. Ho voluto dare spazio agli elementi base delle canzoni: batteria, basso e voce. Sono eccitato di aver tenuto principalmente questi tre elementi, credo di aver reso giustizia alle canzoni.”
Perché il disco si chiama Future Chaos? A me sembra che il caos sia già presente…
“(Ride) Sì è vero. Non lo so, mi sembrava molto adatto ad un nuovo album di BTB perché di solito i dischi di BTB sono stati piuttosto caotici. Mi sembrava normale chiamarlo con qualcosa che richiamasse quel tocco caotico.”
Come sono nate le collaborazioni con Fujya & Myiagi, Mark Lanegan e Jon Spencer?
“In modo naturale. Semplicemente contattando artisti che mi piacciono e proponendogli di far parte del nuovo album. E’ come dovrebbe funzionare normalmente.”
Hai fatto tantissimi remix per grandi artisti: quale é il tuo preferito?
“Play Dead di Bjork insieme a David Arnold.”
Sei considerato uno dei maestri del campionatore. In questo disco però non sembrano esserci campionamenti?
“Ci sono ancora ma non sono così evidenti. Li uso ancora ma li uso in un modo molto diverso. Il sampling é ancora molto presente nel mio modo di produrre solo che adesso non prendo più lunghe porzioni di musica ma piuttosto ricampiono la mia musica.”
Da quando hai iniziato i tuoi dischi si sono fatti sempre più oscuri. Sei una persona più “scura” rispetto a quando hai iniziato?
“Qualcun’altro mi ha fatto notare la stessa cosa. Quando ascolto Future Chaos sento speranze e possibilità. Sono d’accordo  che “So Special”é una canzona molto scura soprattutto per via del testo ma secondo me l’album é pieno di speranze.”
Sento una connessione con Ultra…
“Questo é interessante. Non é stato intenzionale ma sono sicuro che ci sono dettagli che puoi ricollegare ad “Ultra”, ma credo che in generale suoni piuttosto diverso…”
Ci dobbiamo aspettare dei tuoi nuovi lavori come produttore…
“No, al momento sono focalizzato solo su BTB . Sono focalizzato sul tour.”

0

About author Vedi tutti gli articoli

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

/* ]]> */