Intervista con Joakim: Alla scoperta della disco radicale

Il parigino Joakim Bouaziz é sicuramente personaggio chiave per l’evoluzione della scena elettronica francese, molto più di altri colleghi che hanno saputo raggiungere più ampi consensi commerciali. Joakim ha nel dna un elegante gusto pop ma preferisce dedicarsi alla sperimentazione. Non sorprende quindi che a soli sei anni abbia iniziato a studiare pianoforte e che ancora in giovane età si sia avvicinato al jazz fondando poi in seguito l’eclettica label elettronica di culto Tigersushi. Come remixer ha ottenuto discreti consensi rivitalizzando e trasfigurando brani di Cut Copy, Simian Mobile Disco, Annie, Alter Ego,  DJ Mehdi e Royksopp. Infine come musicista ha sviluppato una propria cifra stilistica dove sperimentazione e pop convivono tra svisate psychedeliche, krautrock, blues, new wave,  electro, disco, jazzy e post rock. Il recente “Milky Ways”, uscito a Settembre per !K7 ci é sembrato meno brillante del precedente “Monsters & Silly Songs”(!K7, 2006) ma tuttavia  l’ha confermato artista con una personale e spiccata attitudine sperimentale. L’ultimo lavoro é stato indubbiamente influenzato dall’esperienza live con una band vera e propria e sembra aver aperto nuovi orizzonti per il musicista. Nei nuovi brani, le strutture aperte prendono il sopravvento su qualche accenno pop che sembra essere una concessione al mercato più che una reale esigenza artistica.
Ci sono delle differenze stilistiche tra i tuoi tre album, ci puoi spiegare come é successo?
Non c’é nessuna vera differenza artistica secondo me. La differenza é probabilmente più tecnica e legata al tempo o alla storia. Tecnicamente ho imparato tante cose nel periodo trascorso tra i tre album, come ad esempio registrare una band. Anche il mio studio di registrazione é cambiato molto, così provo continuamente nuove soluzioni. Inoltre penso che ogni disco che registri é condizionato dal tempo e dallo spazio in cui l’hai concepito, dove e quando l’hai fatto e cosa é successo nella tua vita in quel momento.
Preferisci creare in studio o suonare di fronte ad un pubblico?
Entrambe sono esperienze diverse e affascinanti. Penso che una buona miscela delle due sia l’ideale. Non mi vedrei on the road per mesi ad esempio. Amo chiudermi in studio per giorni, non parlare con nessuno e diventare un po’ orso.
Raccontaci invece della tua esperienza dal vivo, accompagnato dalla tua band The Disco…
Cerchiamo di divertirci e di fare un sacco di rumore sul palco e di suonare buona musica quando ci riusciamo. Voglio dire, siamo sinceri, é più divertente viaggiare con una band che da soli come dj. E naturalmente gli altri della band contribuiscono musicalmente con un sacco di idee, sono dei grandi musicisti. Abbiamo molti riferimenti musicali in comune ma anche gusti e background differenti, così finiamo per imparare gli uni dagli altri.
Come definiresti il tuo stile?
Radical Disco.
Oltre a produrre i tuoi dischi hai fatto molti remix: qual’é il tuo preferito?
Bé, dipende dai giorni, oggi potrei dire che il mio remix di Max Berlin é uno dei miei preferiti fose perche é una grande canzone in partenza.
Quali sono i brani a cui sei più legato in “Milky Ways”?
Non ho ancora brani preferiti. Non posso scegliere tra i miei bambini, devono crescere ancora un po’.
Qual’é il tuo punto di vista riguardo la questione del dowloading illegale e più in generale della condivisione di file?
E’ piuttosto complicata. Lo uso un bel po’ perché sono un fan musicale e sono sempre alla ricerca di musica nuova. Ma c’é uno strano paradosso quando molti musicisti dicono che il download illegale é ok quando nella realtà rende la vita difficile per i musicisti. Dobbiamo tutti insieme trovare nuovi modi di fare e distribuire la musica. Inoltre sento sempre dire che internet é il luogo libero per eccellenza ma penso anche che internet sia il luogo del liberismo esasperato. Una cosa che mi dà veramente fastidio sono siti come RapidShare che lucrano sfruttando il download illegale in quanto devi pagare per avere una buona banda, eccetera. Penso sia una cosa molto cinica. Se vuoi essere un pirata allora devi essere un vero pirata (ride).
Una mia domanda classica, che negli anni ho fatto a tanti tuoi colleghi. Quali sono i tre momenti più importanti nell’evoluzione della musica elettronica?
L’invenzione della drum machine TR808 nel 1980, l’invenzione del campionatore MPC60 nel 1987 e l’invenzione del software Ableton Live nel 2000 e qualcosa.

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