Intervista ad Anthony Rother: due stili, un solo volto

Anthony Rother é per chi scrive uno dei nomi più importanti per la scena elettronica tedesca, una sorta di outsider capace di muoversi con disinvoltura dalla techno più integralista all’electro pop più melodico senza per questo risultare meno credibile in entrambe i territori sonori. Da sempre piuttosto enigmatico e distante dal glamour Anthony Rother ha spesso lasciato parlare la sua musica raggiungendo un seguito di culto e seguendo la via dell’autoproduzione con le sue label Psi49net e Datapunk. La sua crescita artistica é passata alla fine degli anni ’90 per la Kanzleramt di Heiko Laux e il suo talento produttivo é stato utilizzato da nomi come Sven Vath e Dj Hell. In occasione della sua venuta in Italia per un dj set al Crash di Bologna (13 Marzo per la serata Maxi Eclectronica) abbiamo avuto modo di scambiare qualche chiacchiera telegrafica.


Cosa ricordi delle tue prime uscite su Kanzleramt e dei tuoi primi anni anni come produttore?
Era un terreno vergine. Era tutto nuovo e c’era un atmosfera di partenza.
Vivi ancora a Francoforte?
Sì vivo ancora a Francoforte/Offenback e non c’é ragione per andarmene. Amo vivere qui ed é un posto dove si crea elettronica originale.
Come coniughi le tue produzioni electro pop con quelle techno?
Sono il frutto di una sola faccia, di una sola mente e di un solo spazio creativo.
Le tue performance dal vivo sono sempre particolarmente apprezate perché porti ancora molti strumenti sul palco invece che un laptop…
Preferisco usare dell’hardware perché mi piace improvvisare e suonare in un modo che non é ancora possibile con dei soft synths.
Quali sono i tre nomi più importanti nell’evoluzione della musica elettronica?
Bob Moog, i Kraftwerk e Sven Väth. Personalmente poi gli artisti che mi hanno influenzato sono i Kraftwerk e John Carpenter.
Little Computer People é stato uno die tuoi progetti che più ho apprezzato: pensi di tornare a fare qualcosa sotto quella sigla?
Al momento no perché quel progetto era focalizzato sul Commodore64 e sulla grafica.
Preferisci lo studio o il palco?
Sono momenti troppo diversi per poter fare una scelta. Suonare dal vivo é produrre musica in tempo reale mentre lo studio si può definire come una jam senza pubblico.
I tuoi preferiti nella tua discografia?
Le mie tracce e I miei album sono come I miei bambini, li amo tutti.
Penso tu abbia il talento per diventare un produttore pop per altri artisti…
Quando sarò più vecchio voglio farlo. Al momento sono ancora un musicista attivo ma nel prossimo futuro lo farò.
Prossima mossa discografica?
Nel Maggio 2010 pubblicherò per la Datapunk il mio nuovo album solista che si chiamerà Popkiller 2.

http://www.anthony-rother.com

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