Forza Alessio!

Questa notte non è una notte come tutte le altre. Questa notte il popolo di chi ama le arti marziali miste in Italia tifa per Alessio Sakara. Non c’è finale dei mondiali di calcio che tenga quando il Legionario entra nell’Ottagono. Almeno per noi italiani che lo sosteniamo come se in quella gabbia entrasse un nostro fratello. Perchè Alessio è nostro fratello, é profondamente italiano e ci rappresenta. Alessio é pioniere italiano di quello che speriamo e crediamo diventerà uno sport molto popolare negli anni a venire anche nel nostro paese. L’orgoglio italiano nell’UFC è rappresentato da un uomo come noi, con gli stessi nostri sogni e con le nostre stesse ambizioni, con le nostre stesse paure e debolezze, con i nostri pregi e i nostri difetti. Un uomo però che non si tira indietro davanti alle avversità. Un legionario. Alessio dà il massimo ogni volta che mette piede nell’Ottagono e rappresenta lo spirito combattivo e fiero che apparteneva ai nostri avi e che talvolta oggi è latitante nella nostra generazione. Alessio è uno di noi quando dopo aver vinto un match intervistato da Joe Rogan in mondovisione dice: “Se famo casa”. Ditemi se non avete sorriso in quell’occasione. Se in quella semplice e breve frase non ci avete riconosciuto un po’ di voi stessi. Alessio è l’uomo della strada, Alessio è l’emigrante che h trovato successo in uno sport che in Italia è invisibile. Alessio combatte per dare un futuro a se stesso e alla sua famiglia e per tenere alto nel mondo l’orgoglio italiano. Alessio è Legionario nel DNA. Dopo ogni sua vittoria non trovate scritto il suo nome sulle prime pagine dei quotidiani sportivi eppure lo meriterebbe. Alessio dovrebbe essere per noi quello che Nino Benvenuti è stato per i nostri padri e quello che Primo Carnera è stato per i nostri nonni. Alessio rappresenta il riscatto di chi nella vita deve lottare per raggiungere degli obiettivi, di chi non ha la vita facile e si deve dare da fare per inventarsi un futuro. Alessio è il nostro idolo, di noi che sappiamo che c’è sport oltre il calcio, di noi che sappiamo che la vera violenza non è quella degli sport da combattimento ma quella che vediamo ogni giorno al telegiornale e per le strade delle nostre città, negli stadi.

Questa notte io sarò lì davanti ad un microfono a tifare per Alessio esattamente come voi e avrò l’immenso onore (ed onere) di raccontarvi le immagini che ci giungeranno via satellite dopo circa una anno che non lo vediamo combattere e se l’emozione sarà troppa farò un lungo respiro e semplicemente urlerò: Forza Alessio!

 

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