Brasile – Italia 2-0 (UFC RIO vs. Sciopero dei calciatori)

Avete presente il Brasile? Quello del Carnevale di Rio, dell’Amazzonia, di Pelè e mille altri calciatori leggendari, delle spiagge infinite, delle favelas, della samba e relative ballerine con boa di struzzo? Ecco il Brasile ha questo immaginario collettivo da cartolina. Per chi segue le arti marziali miste Brasile è anche sinonimo di brazilian jiu jitsu e di famiglia Gracie. Per questa piccola nicchia, per noi malati, è chiaro che l’evento di questo weekend è imperdibile. UFC RIO è carico di così tanti significati che neanche devo stare ad elencarveli. Ci capiamo al volo. L’UFC che torna in Brasile dopo 18 anni è un evento. Punto.

Ora però permettetemi una riflessione. Brasile-Italia. Nel calcio una sfida leggendaria. Io ricordo quando nell’82, all’età di poco meno di 10 anni, assistetti ad una partita incredibile. Ero affascinato da quella terra lontanta chiamata Brasile, da quello che avevo letto sull’Atlante  e, come ogni ragazzino di 10 anni, ritenevo i calciatori brasiliani dei veri e propri super eroi: altro che Holly &  Benji! Poi arrivò quella partita dove una nazionale italiana che certo non aveva brillato fino a quel momento si dimostrò quasi eroica. Si guadagnò una vittoria che tutti ritenevano impossibile. Ecco quello per me rimane il calcio. Oggi non vi riconosco quasi nulla di quel calcio. Quell’immaginario è svanito, non mi sembra nemmeno più lo stesso sport.

Così come l’UFC dal 1993 ad oggi non rappresenta più lo stesso sport.  A quei tempi non si parlava nemmeno di arti marziali miste ma di sfida tra diverse arti marziali. Ebbene ci sono sport che hanno delle evoluzioni e sport che subiscono delle involuzioni. Sono lo specchio dei tempi che passano. Sono il segno dei cambiamenti sociali. Una volta si portava l’orologio, ora si legge l’ora sul cellulare. Una volta si scrivevano lettere d’amore, ed abbiamo un’ampia tradizione letteraria a dimostrarlo, oggi un sms èpiù che sufficiente. Sono i tempi che cambiano. Non è necessariamente meglio o peggio.
Ma parliamo di sport di evoluzioni ed involuzioni nello sport. Ricordate il pugilato? Chiedete ai vostri nonni o ancora meglio ai vostri padri. Il pugilato era un grande sport popolare in Italia: da Carnera a Tyson passando per Benvenuti. Ora? Centinaia di campioni e miriadi di sigle hanno rovinato uno sport che nessuno segue più con interesse.  Non solo in Italia ma anche nel mondo. Qualche evento e nulla più. Nei migliori anni del pugilato i campioni erano pochi: uno per categoria. Esattamente come oggi per le MMA. Un campione per categoria. Perché parliamoci chiaro: le uniche cinture che possono essere considerate mondiali sono quelle UFC.

Ma torniamo al Brasile. I biglietti di UFC RIO sono stati venduti in tempi rapidissimi. Poco più di un ora per 14.000 biglietti. E poi l’annuncio dell’altro ieri che nel 2012 l’UFC terrà un evento in una struttura da 100.000 persone! Sì perché in Brasile è piena UFC mania. C’è seriamente chi crede che possa essere il secondo sport dopo il calcio e c’è chi crede, come Vitor Belfort, che tra qualche anno le MMA saranno più seguite del calcio. In Brasile, questo succede in Brasile, terra del calcio d’oltreoceano.
E da questa parte dell’Oceano? Regno Unito, Germania, Nord Europa, Francia, Est Europeo. Tutti territori dove le MMA stanno crescendo vorticosamente e vanno forte. L’Italia? Beh, l’Italia, ehm…

In Italia si parla dello sciopero dei calciatori. Si cercano le colpe. Dei calciatori o delle società? Poco importa. Tanto che anche esponenti del governo si muovono per dire la loro. Per essere pronti a dare una mano a risolvere questa difficile situazione. Come se non avessero altre cose a cui pensare. Ma forse a ben pensarci il calcio è così radicato da essere parte integrante dell’economia di questo paese e, mi sembra addirittura strano scriverlo, è parte anche della politica, o no?

Lungi da me l’idea di scrivere o parlare di politica in questa sede ma volevo condividere con voi questa amara riflessione. Vedere come da noi sia impossibile sviluppare qualunque sport che non sia il calcio. E sì che non ci mancano i campioni in altri sport. Lo abbiamo visto con le recenti vittorie nel nuoto. Lo abbiamo visto più volte negli sport olimpici, senza parlare, per venire agli sport da ring delle soddisfazioni che ci ha dato il nostro Giorgio Petrosyan tra l’indifferenza generale dei media. Anche il nostro Alessio Sakara è largamente ignorato dai grandi media sebbene sia l’unico italiano a combattere nell’UFC. E gli atleti di MMA sono i migliori atleti al mondo e non lo dico io. L’ha detto Shaquille O’Neil, ad esempio, qualche settimana fa. Vogliamo credergli?
Comunque l’Italia dello sport è nulla a parte il calcio. Il secondo sport nazionale pare essere il basket. Sento già i risolini. Qui a Bologna dove vivo è piuttosto sentito ma altrove in Italia? Il motivo di tutto questo? Non riesco a trovarlo. In fondo non ne capisco nulla né di calcio né di politica. Io nella vita mi occupo di musica e sport da combattimento. Ma sono italiano e quindi provo a riflettere. Gli italiani siamo noi e quindi i motivi vanno cercati nel nostro vicino di casa, nei nostri amici, nei nostri fratelli, dentro di noi. Io una risposta onestamente non me la so dare. Voi?
Nell’incertezza tengo la guardia alta!

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