Mario Balotelli: “Vorrei fare l’UFC”, Andy Warhol: “Cinque minuti da guerriero non si negano a nessuno”

balotelli_mario_UFC_MMA_alexdandi_com

“Se non fossi un calciatore probabilmente vorrei fare l’UFC. Mi piace davvero tanto”. Queste le parole di Mario Balotelli nel corso di un intervista di pochi giorni fa. Parole di un evidente fan UFC che non possono passare inosservate. Per il semplice fatto che a livello mondiale è leggermente più famoso degli atleti di cui ammira le gesta nell’Ottagono.

Così come non possiamo dimenticare che Mario Balotelli è colui che ai recenti europei di calcio, dopo aver segnato uno spettacolare goal, si è tolto la maglia esibendo una posa da guerriero. Proprio così: una posa da guerriero. Riflettiamo su questo punto. Perché in fin dei conti tutti vogliamo essere guerrieri per un istante o per un giorno.

“Cinque minuti da guerriero non si negano a nessuno” avrebbe affermato, se fosse stato ancora in vita, Andy Warhol, uno dei grandi geni della comunicazione e dell’arte del secolo scorso. E Warhol sarebbe stato sicuramente un fan delle mixed martial arts. Per quale motivo? Perché l’immaginario delle mixed martial arts è pura pop art. E’ assolutamente iconografico.

La gabbia. L’ottagono. I guantini tagliati sporchi di sangue. Il guerriero nelle sue pose plastiche. Puro immaginario pop. E l’immaginario pop nella sua iconografia attira da sempre l’attenzione delle   celebrity. Dei famosi appunto che, volenti o nolenti, si rispecchiano nella loro stessa celebrità e che spesso diventano immaginario pop a loro volta in un spirale senza soluzione di continuità.

Mario ad esempio, con quella posa estemporanea da guerriero a torso nudo che flette i muscoli con lo sguardo torvo, è diventato iconografico. Quel frame fotografico che lo ritrae in posa scultorea è stato istantaneamente riprodotto, trasfigurato e condiviso in infinite varianti attraverso i social network con un processo di riproduzione seriale di icona popolare – su cui Warlhol avrebbe potuto dire due o tre cose –  che oggi chiamiamo “meme”, ovvero un veicolo dei messaggi più diversi che si diffondono in modo virale.

Ma perché l’immagine di Mario Balotelli si è prestata a diventare un cosidetto “meme”? Perché credo che quel singolare festeggiamento sia sembrato da subito fuori contesto e di difficile interpretazione per i più. Esclusi i fan di  mixed martial arts ovviamente. Con quella posa statuaria Mario Balotelli ha veicolato un immaginario che non è quello del calciatore. Nell’immaginario collettivo, il calciatore che festeggia, corre disperato, si lancia a terra e viene sommerso dai compagni di squadra. Questo è l’immaginario del festeggiamento tipico: stereotipato quanto volete ma subito riconoscibile. Invece Mario ha festeggiato pescando nel suo immaginario privato: nell’immaginario dei combattimenti nella gabbia, delle mixed martial arts. Ha dato vita al suo sogno di bambino, quello di essere un guerriero. Pe pochi istanti e per l’eternità.

Tutti insomma vogliono essere guerrieri. Soprattutto le celebrità. Questo fenomeno si è già visto negli Stati Uniti qualche tempo. Con il primo boom UFC  negli USA intorno al 2006 moltissimi attori di Hollywood, moltissimi cantanti e sportivi assortiti hanno iniziato a vestire  le tipiche griffate t-shirt Affliction, Tapout e via dicendo. Un t-shirt attillata da fighter, qualche giorno in palestra per sviluppare il bicipite, forse un paio di tatuaggi ed il gioco è fatto: veloce ed appagante. C’è stato un momento in cui ogni attore emergente si atteggiava a fighter ed ogni fighter famoso sembrava volesse diventare attore. Uscivano insieme tra Vegas e Hollywood e sulle fotografie di TMZ e simili spesso non si capiva più chi era chi: un gioco di ruolo che conosciamo come “celebrità”, ovvero la famigerata spirale senza soluzione di continuità che inghiotte i famosi.

Ora sono più che convinto che Mario Balotelli nel tempo libero si guardi l’Ultimate Fighting Championship e che si diverta pure e che sia un sincero fan. E sono anche convinto che in qualche momento pensi sinceramente “se non fossi stato un calciatore famoso e milionario avrei potuto diventare un fighter UFC famoso e milionario”. Perchè no? E’ giovane e testosteronico il buon Mario. Mi sembra una cosa più che normale per un ragazzo della sua età con il temperamento che ben conosciamo. E punta in alto Mario: non dice MMA ma UFC. Non nascondo che sarebbe divertente in un universo parallelo vedere come se la caverebbe. Ma un conto è l’esaltazione del momento, un altro è parlare seriamente. Balotelli è un ottimo atleta nel suo sport, può togliersi ancora tante soddisfazioni e può dare molto agli appassionati di calcio. E poi in fondo è già stato fighter: nella sua testa in quei pochi secondi di esaltazione mentre giocava a fare il guerriero. Credo sia già appagato così.

Lo ringraziamo quindi sentitamente per aver attirato un bel po’ di attenzione mediatica sul nostro sport preferito e al massimo speriamo si faccia fotografare con il nostro Alessio Sakara per dare un ulteriore vigorosa pinta al movimento MMA italiano risvegliando così la maggior parte degli assopiti giornalisti nostrani che ignorano l’esistenza delle arti marziali miste.

P.S. Per la cronaca, chi vi scrive avrebbe voluto fare l’astronauta e il draghetto Grisù avrebbe voluto fare il pompiere.

 

0

About author Vedi tutti gli articoli

Alex Dandi

Alex Dandi

Tramutare le proprie passioni in professioni: questo è sempre stato il mio credo. Creare e comunicare sono i miei verbi preferiti. Mi appassiono ai progetti e sono per mia fortuna o mio malgrado quello che si dice un “workaholic”

Lascia una risposta

Your email address will not be published. Required fields are marked *

/* ]]> */