Articoli

Ho cucinato per voi il buffet (della prigione). Buon appetito.

The Prison Buffet. Il buffet della prigione. Così si chiama il nuovo album di Chelonis R. Jones che però è anche il mio nuovo album, perché l’abbiamo prodotto a 4 mani. Non so perché si chiami il buffet della prigione. L’ha scelto Chelonis e non gli ho chiesto il motivo. Funziona così. Io non gli faccio domande sulle sue scelte artistiche e lui non le fa a me. Se qualcosa non ci piace non la portiamo avanti. E’ incredibilmente facile creare musica con Chelonis. Siamo perfettamente in sintonia. Ed eccomi quindi a condividere il buffet della prigione senza pormi tante domande. So solo che abbiamo cucinato un delizioso buffet…per una prigione. Leggi tutto …

0

I miei Beastie Boys. Tributo ad MCA (Adam Yauch)

1986. 14 anni. Let’s Kick It! Il video di “Fight For Your Right” che ogni volta che passava su Videomusic era una festa in casa. E mi veniva una gran voglia di distruggere tutto. Il vinile 12” di Rock Hard, oggi piuttosto raro, che conteneva anche Girls e She’s Crafty: lo conservo gelosamente, ha questa copertina dove i Beasties giocavano a strip poker con una donzella di cui si fantasticava non poco. Il riff ed il beat di Rock Hard erano campionati dagli AC/DC ma a me piaceva solo come li usavano i Beasties. Leggi tutto …

0

I più grandi di tutti (riflessioni sul film di Carlo Virzì)

I più grandi di tutti poster

I più grandi di tutti posterUna commedia agrodolce con un taglio intimista e nostalgico costruita su una vicenda che rende omaggio all’underground del rock alternativo italiano anni ’90. Questa in estrema sintesi la cifra stilistica della seconda opera alla regia di Carlo Virzì, fratello ed autore delle colonne sonore del più noto Paolo, regista di cult come “Ovosodo”, “My Name is Tanino” e “La prima cosa bella”. Leggi tutto …

0

Brock Lesnar: la spada ha infine trafitto il vichingo

Una spada enorme tatuata sul petto è uno dei tratti caratteristici dell’iconografica e statuaria figura di Brock Lesnar. Un tatuaggio che di primo acchito suggerisce un immaginario brutale e minaccioso da moderno vichingo. Quella enorme lama affilata punta dritto alla gola di Brock, in quell’incrocio di nervi in corrispondenza di esofago e trachea in cui i tessuti sono più molli e vulnerabili anche per un energumeno di un metro e novantuno centimetri per oltre centoventi chilogrammi. Se quella spada fosse reale basterebbe abbassare la testa per uno solo istante – per il tempo di uno starnuto – e la morte per dissanguamento sarebbe inevitabile. Quella spada tatuata in quella precisa posizione evoca una situazione di costante ed imminente pericolo. Simboleggia una situazione da cui non si può sfuggire. E’ li per ricordare costantemente che tutto può finire in un istante. In buona sostanza é una diversa rappresentazione grafica della metaforica spada di Damocle. Leggi tutto …

3 likes

“Minotauro” Nogueira: la ragione, l’istinto, l’orgoglio

Pop! Nonostante le sovrastanti urla della folla di Toronto, nonostante il riverberare della mia voce nella cuffia pressata sulle mie orecchie. Pop! L’ho sentito chiaro e distinto. Pop! E’ il suono che riesco a sentire anche ora se mi concentro e ripenso a quell’istante. Pop! E’ il suono onomatopeico che ho sentito in cuffia nel buio mia postazione insonorizzata a Sky nel momento in cui si è spezzato l’omero del braccio destro di Antonio Rodrigo “Minotauro” Nogueira durante la diretta di UFC 140. Leggi tutto …

1 like

Mauricio Rua e Dan Henderson: umani dopo tutto

Sabato notte ho avuto l’onore e la fortuna di commentare una delle battaglie sportive più intense e combattute di tutti i tempi. Dan Henderson e Mauricio Shogun Rua hanno combattuto un match così intenso da lasciare senza fiato e senza parole. E ad un certo punto sono rimasto letteralmente senza fiato e senza parole, completamente rapito dalle immagini. Ho provato un coinvolgimento tale che sono stato colto da una sorta di sindrome di Stendhal, la sindrome che provoca vertigini, tachicardia e senso di allucinata confusione agli appassionati d’arte di fronte ad opere d’arte di straordinaria bellezza. E quello che ho visto io nel cuore della notte è stata un’opera d’arte. Leggi tutto …

0

Amiamo le MMA. Amiamo la violenza?

Vorrei discutere con gli amici che leggono questo blog di una questione che mi sta molto a cuore e se possibile aprire anche un bel dibattito. Si tratta di una questione focale per la diffusione delle MMA nel nostro paese ed è tutt’ora argomento di discussione anche nel resto del mondo.

Di che si tratta? Per citate un capolavoro della commedia all’italiana “la parola d’ordine è sempre la stessa: Viuuuuleeenzaaa!” Leggi tutto …

0

C’era una volta un’arte nobile. Riflessioni tra boxe ed MMA.

La scorsa notte ero a commentare la Fight Night: Shields vs. Ellenberger ma ammetto che avrei voluto seguire parallelamente anche l’incontro di boxe di cui tanto si sta parlando in queste ore: il match per il titolo pesi welter WBC tra Floyd Mayweather e Victor Ortiz.

Da anni non seguo più il pugilato con attenzione come facevo un tempo ma qualche grosso match ancora lo guardo ed il paragone impietoso con i campioni di un tempo torna sempre a fare capolino nella mia testa. Forse sono solo un inguaribile nostalgico ma forse c’è un fondo di verità. Che la boxe stia soffrendo molto a causa della guerra tra una miriade di organizzazioni poco credibili e la presenza contemporanea di innumerevoli campioni di cartapesta e senza nome è un dato di fatto; così come è palese che le MMA, e in particolare l’UFC, gli stiano sottraendo pubblico, soprattutto trai i più giovani. Leggi tutto …

1 like
/* ]]> */